

















“In una tomba etrusca del centro Italia, alla porta reale che permette di scendere nella dimora sotterranea dei morti corrisponde, in asse ottico perfetto, la porta virtuale di un affresco che fa risalire lo sguardo alla superficie, verso la dimora dei vivi sotto il cielo.
In questo doppio movimento della visione che, nel mistero dell’immagine, unisce natura e cultura, io penso sia sorta la concezione del mondo come dato reale e la conseguente dimensione speculare e mimetica della rappresentazione: in quell’incessante approfondimento teorico e scientifico che, lungo i secoli e le diverse civiltà succedutesi sulla penisola, ha portato all’invenzione della prospettiva a Firenze e dell’obbiettivo a Venezia.”
Giovanni Chiaramonte, Natura dell’immagine
in Nascosto in prospettiva. Scene del paesaggio italiano. Utreya, Milano 2007


















“In una tomba etrusca del centro Italia, alla porta reale che permette di scendere nella dimora sotterranea dei morti corrisponde, in asse ottico perfetto, la porta virtuale di un affresco che fa risalire lo sguardo alla superficie, verso la dimora dei vivi sotto il cielo.
In questo doppio movimento della visione che, nel mistero dell’immagine, unisce natura e cultura, io penso sia sorta la concezione del mondo come dato reale e la conseguente dimensione speculare e mimetica della rappresentazione: in quell’incessante approfondimento teorico e scientifico che, lungo i secoli e le diverse civiltà succedutesi sulla penisola, ha portato all’invenzione della prospettiva a Firenze e dell’obbiettivo a Venezia.”
Giovanni Chiaramonte, Natura dell’immagine
in Nascosto in prospettiva. Scene del paesaggio italiano. Utreya, Milano 2007